Sull’arte di posizionare il proprio sito et, di consequentia, fare affluire più visitatori possibili

Beh, esistono i SEO per quanto no? (Search engine optimizer, per chi avesse la sventura di non saperlo)

Beh sì… e no.

La pubblicità mirata (targettizzata, credo sia l’anglicismo più adatto) è il vero quid che differenzia la tv dal web. Google lo sa bene i vari adwords, adsense adcoso hanno fatto e continuano a fare la sua fortuna. Quale visione può essere più idilliaca per un inserzionista di un navigatore che, nelle sue peregrinazioni quotidiane s’imbatte in lui e non lo tratta come squallido mendico ma come oasi nel deserto?

Ma ancor più della pubblicità alle volte può essere importante la qualità di quello che si “vende” (sia esso un sito, una opinione, un prodotto della real life o chissà cos’altro). E spesso qualità e posizionamento nei risultati vanno a braccetto, o almeno dovrebbero, secondo le intenzioni di chi studia gli algoritmi nei motori di ricerca.

Non ho qualità, o almeno, non ne ho abbastanza per vedere il mio frugoletto, il mio prodotto là, nei posti che contano. I Primi.

Qualcosa posso fare, sbattendo la testa in qua e in , ma i prodotti buoni, veri, genuini, innovativi, con un forte marchio, o una storia ancora più forte, beh quelli si vendono da soli, o quasi.

A noi comuni mortali il (web)marketing e le lotte per il posizionamento, per sgomitare tra la folla, in attesa di qualcosa di nuovo. Ma anche di una storia, di un know-how, della propria strada, della voglia di emergere, per davvero.

P.s Questo post costituisce non solo mio il mio personalissimo pensiero ma anche una iperbole volutamente provocatoria, per ricordare a tutti, anche al sottoscritto, che di cose già viste, inutili etc etc la gente (ed il web) ne ha piene le tasche…

non ci sono commenti

Rispondi

Occorre aver fatto il login per inviare un commento